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Recensioni – Riccardo Fiorucci
Introduzione – Accademia Tiberina Pontificia

Carla d’Aquino Mineo

Sin dal secolo scorso gli influssi delle Avanguardie storiche europee hanno determinato un nuovo corso nella storia dell’arte nell’ambito internazionale, soprattutto negli anni ’60 con l’avvento dell’Informale, mediante l’innovazione del linguaggio della Pop Art ed il susseguirsi di importanti filoni artistici: dall’Impressionismo di Cézanne a Monet, all’Astrattismo di Mondrian e Kandinsky nell’emozionalità del colore.

Ecco che allora, per autonomia stilistica ed originalità si distingue nel panorama artistico italiano, la narrazione figurativa del maestro Riccardo Fiorucci che nella creatività e nell’elemento mobile e fantastico supera i dettami accademici, tra formulazioni astratte con inserimenti materici di una nuova spazialità, un logos ideale di finissime sensazioni e tracce del vissuto.

La sua splendida arte pittorica, quindi, filtra lontananze liriche nella complessa modalità stilistica, sempre rivolta verso nuove forme espressive nell’analisi del cromatismo e della materia, oltre la tangibilità delle cose per trasmettere allusioni e simbologie della vita nell’abbandono alle forze dell’inconscio e nell’incanto di un sogno che appartiene alla dimora esistenziale dell’autore.

Ecco perché, il fascino del reale si svela nell’armonia cromatica in onirici paesaggi e raffigurazioni dinamiche che nell’alta sintesi grafica e coloristica trasfondono una carica emozionale in cui fluisce il pathos nel colore in una narrazione simbolico- espressionista.

Così, le vie del meraviglioso percorrono un ideale viaggio del pensiero, mediante l’analisi concettuale ed un autentico linguaggio che coniuga magistralmente l’onirico con l’astrazione del reale in una nuova modalità stilistica che è libera da ogni forma precostituita, manifestando l’odierna cultura avveniristica orientata sempre verso inedite forme espressive per un nuovo sonetto d’arte. In tal modo, cielo e terra liricamente si uniscono nel fascino dell’immaginario, in cui le visioni si aprono ed una scenografia meravigliosa per vivere una nuova dimensione, uno spazio ideale di emozioni nella suggestiva narrazione astratta quanto allusiva di una fantastica irrealtà alla ricerca dell’impossibile e di un nuovo sogno.

Il fascino dell’irreale

Carla d’Aquino Mineo

Il fascino dell’astratto pervade negli splendidi dipinti del maestro Riccardo Fiorucci, dove l’elemento mobile e fantastico, nell’intensità emozionale del colore coniuga il reale con l’immaginario, la poesia con l’enigma, il senso con la ragione.

Nasce cosi, una autentica narrazione figurativa di onirica bellezza, in cui il mondo visibile è ricreato fantasticamente con armonie inedite e finissime sensazioni nella varietà dei fermenti ispirativi, dove le morbide sfumature del colore nei trapassi di bianca luce, concretizza una trasognata realtà astratta, tra allusioni esistenziali e simbologie, percorrendo un viaggio ideale del pensiero nell’evocazione del filone Surreale, da Mirò a Chagalle per progredire nell’essenzialità di un’arte Kandinskiana, in cui emerge il ritmo lirico quasi musicale di libere forme geometriche che si evolvono in fluidità e trasparenze nel tessuto grafico e cromatico come riflesso speculare di vibrazioni d’animo dell’autore.

Sorprende nei dipinti del maestro Riccardo Fiorucci l’alta sintesi grafica e coloristica che giunge con immediata spontaneità all’effetto visivo nella simbologia di forme e colori che si evolvono in una nuova spazialità pregna di luce con lontananze liriche nella costante ricerca di ricreare fantasticamente la materia, veicolo di significati e valori della vita.

Ecco che allora, nella pura creatività lo stesso supporto di base nei suoi autentici dipinti vive una simbolica metamorfosi, mentre appaiono originali aperture e tagli con inserti materici che alludono a simbologie esistenziali per vivere il mistero della vita in una dimensione ideale, in cui il tempo trascende lo spazio nella suggestione globale ed emotiva di forme, colori e luci in movimento.

In tal modo, la rappresentazione pittorica diviene metafora di uno spazio in cui l’intervento dell’artista coincide con l’atto del tagliare e perforare.

Ecco perché, la libera e naturale gestualità nella fusione di morbide pennellate, tra i gialli solari, i rossi accesi, i verdi variegati della vegetazione, gli azzurri intensi nella dialettica del nero e nell’immediatezza del riflesso rivela l’interiore emozionalità, in cui si svelano le forze del sogno e l’abbandono all’inconscio per inoltrarsi nella meravigliosa scenografia di una surreale realtà.

Segni e colori, quindi, si fondono armonicamente e colorano l’animo di infinite sensazioni che scaturiscono dalla genialità dell’autore che interpreta la poetica dell’immaginario, attraverso un astrattismo espressionista, mentre il pathos fluisce nel magma e turbinio dell’intensità cromatica. Oltre la stessa concettualizzazione dell’immagine, percorre la straordinaria narrazione di Riccardo Fiorucci per manifestare l’odierna cultura avveniristica orientata sempre verso inedite forme espressive per un nuovo concetto d’arte.

Sta qui il fascino nei dipinti del maestro Riccardo Fiorucci: la decantazione della materia nella trasfigurazione simbolica, progredisce nell’alchimia coloristica in lievi trasparenze, creando mondi fantastici in magiche composizioni cromatiche nella libera gestualità del segno e del colore, che si evolve in pura luminosità di sentimenti lirici in simbiosi con le armonie universali.

Oltre il reale nell’incanto di un sogno nei dipinti del maestro Riccardo Fiorucci

Carla d’Aquino Mineo

Nel suggestivo percorso creativo del maestro Riccardo Fiorucci lo spazio dilatato si apre all’immaginazione che filtra il mondo visibile, attraverso una libera gestualità della forma e del colore in ritmiche e liriche visioni astratte.

Così, la realtà è interpretata con una pulsione emotiva che esalta le originali visioni, traducendo le intime ed inconsce sensazioni dell’autore, mediante una grafica libera ed istintiva, in cui il colore, tra i gialli dorati, i bianchi screziati, i rossi fiammeggianti nella dialettica del nero, ha sempre il ruolo di protagonista e si sovrappone con pennellate materiche, mentre si inseguono forme immaginarie nei trapassi di luce in una trama pittorica dinamica che si inoltra nelle armonie naturali, tra cielo e terra, dove il vigore espressivo è determinato dall’azione e dalla sensibilità di Riccardo Fiorucci.

Ecco che allora, nelle sue magiche improvvisazioni formali e coloristiche, che si abbandonano alle forze dell’inconscio, traspare l’evocazione Kandinskiana che si coniuga con l’emozionalità del cromatismo di matrice espressionista nella simbolica trasfigurazione del reale. Nel gesto pittorico, quindi, che sempre si rigenera in nuove formulazioni astratte nello spazio artistico, mediante una globale armonia tra forme e colore, le visioni percorrono la fuga dei pensieri, mentre le loro possibilità evocative narrano ed interpretano nel figurativo, che si evolve e si disperde in immagini poeticamente espresse.

In tal modo, l’artista vive l’opera inoltrandosi in una dimensione fantastica, trasfondendo il momento dell’inconscio e del sentimento, senza escludere negli onirici paesaggi il dato reale, ma respingendo la razionalità della forma, perché informate, esaltando il sentimento delle cose.

Ecco perché, il volto della natura è descritto liricamente, in una narrazione allusiva, quanto, fantastica tra simbologie nell’alta sintesi grafica e coloristica, libera da forme precostituite in un’atmosfera sognante e sospesa nel tempo, in cui aleggia energia e vitalità, come armonia universale ed un’evasione spirituale.

Oltre la stessa concettualizzazione dell’immagine, appare nei dipinti di Riccardo Fiorucci, mentre aleggia il mistero segreto delle cose e della materia che si svela, tra pennellate materiche con ampie campiture di tonalità, dove convergono nella libera gestualità del colore in una dimensione nuova e sconosciuta, un logos ideale di emozioni nelle vibrazioni d’animo dell’autore.

Alla fine, si evidenzia nella sua splendida arte pittorica un eclettismo di linguaggio, da libere formulazioni astratte per giungere ad una narrazione espressionista che indica un’ unità concettuale, dove la libera sperimentazione della forma e del colore, in cui fluisce il pathos, diviene una nuova rivelazione della realtà nella poesia dell’immaginario. E proprio, la realtà viene stravolta con una nuova percezione del mondo apparente, dove l’espressione pittorica traduce nel colore diversificate implicazioni sentimentali ed ideali per superare le convenzionalità della vita quotidiana.

Sta qui il fascino nei dipinti del maestro Riccardo Fiorucci: la fervida creatività immaginaria ci apre una nuova via della fantasia, tra memorie, tracce del vissuto ed emozioni nell’incanto di un sogno, mentre rivela l’autentica originalità ed autonomia stilistica di un’arte innovativa che appartiene all’odierna cultura avveniristica, libera da dettami accademici, che spaziando nella visione onirica e simbolica verso inedite formulazioni astratte, esprime un nuovo concetto d’arte nel mistero esistenziale e nella bellezza lirica.